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Diastasi addominale post-parto: perché non basta un intervento di addominoplastica

Spesso le donne dopo una o più gravidanze, soprattutto se gemellari o con un bambino a termine di grosse dimensioni, a distanza di mesi dal parto si ritrovano con un addome ben diverso rispetto a quello che avevano prima della gravidanza. Perché?

L’addome nei nove mesi della gestazione si è progressivamente dilatato per far posto all’utero e al bambino e questo ha determinato un allontanamento dei due muscoli retti dell’addome, solitamente uniti al centro dell’addome lungo la linea alba, e anche un assottigliamento ed indebolimento del tessuto che forma questa linea alba. Questa è una situazione fisiologica, e quindi normale, legata all’esperienza della gravidanza, che normalmente si risolve entro le 8-12 settimane dal parto, anche se può perdurare in alcuni casi sino ai 6 mesi.

La Diastasi addominale post-parto si verifica quando i muscoli non ritornano naturalmente al centro, nella loro posizione corretta. In questi casi difficilmente la situazione potrà regredire spontaneamente.
I muscoli retti, non trovandosi nella loro posizione fisiologica, non possono lavorare correttamente e quindi viene meno la funzione della parete addominale di stabilità del tronco, di contentenimento dei visceri addominali e anche di collaborazione con il torace nella funzionalità respiratoria. La linea alba in questi casi è talmente assottigliata e logorata che può addirittura “bucarsi”, determinando la formazione di vere ernie della parete addominali, a livello epigastrico o ombelicale.

Quindi si può facilmente capire come la diastasi addominale post-parto (che chiamiamo anche floppy abdomen), in alcune pazienti non sia solo un problema estetico di “pancetta” rimasta dopo la gravidanza o “pancia gonfia”: ecco perchè non basta un regime dietetico adeguato per ritornare alla forma fisica precedente alla gravidanza.

L'addominoplastica è la soluzione alla Diastasi addominale post parto?

La soluzione a una situazione di diastasi addominale post-parto non può essere nemmeno solo un intervento di chirurgia estetica
Le pazienti spesso infatti non lamentano solo la pancia gonfia, ma disturbi digestivi, difficoltà evacuative, dolori addominali e dolori di schiena.

Spesso invece queste pazienti sono indirizzate erroneamente in visita ad un chirurgo plastico, per eseguire un intervento di asportazione della “pancetta” in eccesso. Questi interventi estetici (chiamati addominoplastica o dermolipectomia) consistono in un’incisione orizzontale simile a quella eseguita per il taglio cesareo allargata alle due estremità, nello scollare la pelle e il tessuto sottocutaneo dai tessuti profondi sino all’ombelico o poco sopra e quindi a tirare la cute verso il basso. In tal modo, ad intervento terminato con l’asportazione della cute in eccesso, la pancia sembra piatta. Il risultato può essere solo apparente però perché nessun intervento è stato fatto sui muscoli addominali, che rimangono pertanto allontanati, e l’ernia, se presente, non è stata corretta.

Talvolta alcuni chirurghi plastici, consapevoli che per una corretta riuscita dell’intervento è necessario intervenire anche sui muscoli retti, tentano di riavvicinarli al centro con una o più suture (cuciture) creando però una forte tensione al centro, proprio sulla linea alba. Cosa succede? Immaginiamoci di indossare un vestito molto aderente, magari perché abbiamo acquistato sbadatamente una taglia in meno della nostra e di essere costretti ad un movimento brusco e improvviso e …crack…il rumore della cucitura del vestito che cede…

Questo è quello che succede se una cucitura è sotto tensione. E questo è esattamente quello che può succede ai muscoli suturati al centro in occasione di un colpo di tosse o di uno starnuto o di un peso sollevato.

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- Donna di 30 anni con floppy abdomen dopo due gravidanze - situazione pre-operatoria -

Come riparare quindi correttamente la diastasi addominale post-parto o il floppy abdomen?

Il chirurgo esperto in parete addominale sa preparare i muscoli retti in modo che scivolino spontaneamente verso il centro e ritornino nella loro corretta posizione. Talvolta, nelle diastasi addminali più gravi, sono necessarie alcune manovre chiamate component separation, che vanno a liberare i muscoli retti addominali dai muscoli larghi, che si trovano lateralmente, per facilitare tale operazione di avvicinamento.
Inoltre, il chirurgo esperto in parete addominale sa riparare la presenza di una eventuale ernia della parete addominale e quindi valutare, caso per caso, se è necessario posizionare una protesi a ulteriore rinforzo della parete addominale, per evitare una recidiva della diastasi o dell’ernia.

Al giorno d’oggi sono presenti più di 300 tipi di protesi differenti sul mercato, tra protesi riassorbibili (biologiche di derivazione animale o sintetiche costruite in laboratorio) o non riassorbibili, di peso più o meno leggero, con trama più o meno fitta. La protesi se correttamente posizionata e fissata non arreca alcun disturbo, ma anzi rinforza ancor più la parete addominale.

Questo approccio, se eseguito in collaborazione con un chirurgo plastico, in associazione ad un intervento di addominoplastica o dermolipectomia, permette quindi la riparazione funzionale della parete addominale oltre alla riparazione estetica.

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- A un anno dall'intervento l'ombelico è rientrato, le smagliature sono sparite così come la pelle in eccesso -