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Come ritornare in forma dopo il parto

Il desiderio di una donna di rivedere riflesso nello specchio la stessa immagine che vedeva prima della gravidanza è più che legittimo.
Superati quindi 40 giorni dal parto, ottenuto il benestare da parte del ginecologo curante, si può quindi riprendere con gradualità una attività sportiva.

Particolare attenzione andrà riservata alla parete addominale, che durante la gestazione ha subito di necessità un drastico cambiamento e ora deve essere rieducata a lavorare correttamente
Durante i nove mesi della gravidanza i muscoli retti addominali, che solitamente sono uniti al centro lungo la linea alba (quella linea che va dallo sterno al pube), per l’aumento progressivo delle dimensioni dell’utero, si allontanano tra loro andando a determinare una diastasi (letteralmente, allontanamento) fisiologica, ossia “naturale”.

Ginnastica post parto

A 3 mesi dal parto la diastasi fisiologica dovrebbe regredire spontaneamente e quindi i muscoli retti dovrebbero riavvicinarsi al centro. Purtroppo, non sempre è così: si stima che nel 33% dei casi le donne presentano ancora diastasi ad un anno dal parto.

Tra i fattori di rischio per la permanenza della diastasi sembrano esserci un parto gemellare, bambino a termine di grosse dimensioni, taglio cesareo, aumento di peso eccessivo durante la gravidanza.

Test: posso riprendere l'attività sportiva?

Come prima cosa quindi, prima di riprendere l’attività sportiva, è necessario verificare la presenza o meno della diastasi dei muscoli retti. Si può fare autonomamente da sdraiate, a gambe flesse, piedi appoggiati sul pavimento e basta sollevare la testa. In questo modo i muscoli retti dell’addome si contraggono e la pressione all’interno dell’addome aumenta e, in caso di diastasi, si vede comparire una specie di salsicciotto che dallo sterno giunge sino all’ombelico o anche oltre.

Questo perché come detto i muscoli vengono a mancare nella porzione centrale dell’addome perché si sono allontanati e quindi viene meno la capacità contenitiva della parete addominale.
Talvolta la diastasi è associata a ernia della parete addominale a livello epigastrico e/o ombelicale, ossia dei veri “buchi” in cui l’intestino o il grasso che riveste l’intestino può infilarsi.
Per questo motivo, se si riconosce la presenza di diastasi addominale, è prudente sottoporsi ad una visita specialistica da parte di un chirurgo esperto in parete addominale per valutarne l’entità e verificare la presenza di eventuali ernie della parete addominale prima di intraprendere una attività sportiva.

Esclusa la presenza di veri “buchi” è possibile iniziare una ginnastica dedicata alla parete addominale allo scopo di rieducare i muscoli retti alla loro posizione originale --> Scaricare la scheda degli esercizi.